“Io e te, come bellissime stelle, trentamila metri sopra il cielo”; “Un tuffo al cuore in un attimo svela mille segreti”. Tra autori moderni (Federico Moccia) e del passato (Catullo, Ovidio, Leopardi…), il tema dell’amore.
Author: Leviatan Kiranov | Filed under: Temi svoltiAmore: chi ne parla, chi ne scrive, chi lo snobba o vi anela. E, soprattutto, chi è convinto di averne un’idea chiara e ben delinueta, quando invece l’amore è uno dei concetti su cui c’è inflazione di interpretazioni contrastanti e persino opposte tra loro (così come per “felicità”, “bellezza”, “etica” ).
Molti scrittori contemporanei hanno disquisito d’amore, tant’è che esiste un filone della letteratura moderna totalmente focalizzato sul tema in questione. Pochi o nessuno, tuttavia, affrontano l’amore da punti di vista nuovi, moderni e al passo con i tempi. E’ conseguenza, pertanto, che sempre con le stesse scene e il medesimo copione viene sviscerato l’amore e, constatando che la concezione più traduzionale e sdolcinata è quella che vende maggiormente, attualmente fioccano i romanzi che hanno per protagonisti adolescenti che vivono la propria sfera sentimentale all’insegna di un amore immaturo e superficiale.
Si potrebbe obiettare che l’amore non può essere definito in modo così negativo e critico; anzi, l’amore non dovrebbe essere definito affatto, in quanto è qualcosa di personale, spontaneo, che si conosce sia a quindici che a settant’anni e che non muta la sua immaturità in base all’età più o meno avanzata. Mi trovo d’accordo solo su quest’ultimo assioma, tra i tanti citati e suggeriti dal comune sentire (assurdo approssimativo e irrazionale): l’amore, infatti, può essere vissuto in modo spicciolo a tutte le età; ne è prova che, spesso, le stesse persone adulte non hanno imparato ad amare, ma si presuppone (e si spera) che, nel passaggio da adolescente a uomo (donna), il concetto di amore non sia rimasto fossilizzato su “ideali” irragionevoli e banali quali la sofferenza per amore, la “cavalleria” e la galanteria del maschio, lo stereotipo della donna che cerca protezione, la gelosia intesa positivamente (quando, invece, è solo una manifestazione più o meno forte di una personalità sostanzialmente violenta e insicura).
Purtroppo, come già detto, pare che la maggior parte degli individui approvi la visione più semplicistica e frivola dell’amore, risentendo del retaggio di insegnamenti fuorvianti e della spazzatura cinematografica, mediatica e letteraria che strumentalizza e quindi promuove l’amore romantico basato esclusivamente sui batticuori, i mazzi di fiori, i protagonisti che non sanno vivere se non in funzione della persona amata (“Io e te, come bellissime stelle, trentamila metri sopra il cielo”) le emozioni momentanee come unico motore del sentimento (“Un tuffo al cuore in un attimo svela mille segreti”).
“La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d’amore.” (Erich Fromm)
Autori come Federico Moccioso Moccia puntano sulla fatale attrazione esercitata da questo tipo di amore: uno pseudo-amore, commerciale, apparente, fittizio. Inoltre, per vivacizzare ulteriormente il racconto, di solito questi scrittori inseriscono qua e là delle scene di sesso, se possibile “prime volte” di ragazze teneramente innamorate di uomini ormai vissuti ed esperti, ma dolci e comprensivi per l’occasione, magari compiaciuti ed inorgogliti dall’”onore” a cui viene loro concesso di adempiere. Insomma, ogni particolare rispecchia l’ideale di ogni adolescente, che così può immedesimarsi con piacere rinnovato nella lettura di questi libri, senza però – il più delle volte – rendersi conto che l’amore reale e profondo non è solo zucchero, parole, dediche e sussulti. Non è neanche – assolutamente – cieca devozione, possessività, ossessione o divinizzazione. Anche gli autori del passato si sono applicati volentieri alla stesura di opere e raccolte incentrate sul tema dell’amore, e anche i loro scritti cadevano spesso nel melenso e nello svenevole. Tuttavia bisogna precisare che i “poeti dell’amore” si sono espressi – per l’appunto - attraverso composizioni poetiche, le quali hanno un impatto ben diverso da un saggio o un’intera storia che tratta d’amore. [Sarà che sono di parte, visto che, sull'altro mio sito dedicato alle poesie in rima, imperano anche poesie d'amore.
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Sono del parere che, comunque, una pubblicazione letteraria (che sia in versi o in prosa) possa senza alcun limite (a discrezione dell’autore) discutere sulle sensazioni e i pensieri dell’amore romantico, ma non deve e non può pretendere che il suo modello di amore venga preso a riferimento per definire una reale relazione affettiva. E’ pericoloso far credere che per amare sia sufficiente – o necessaria – una cena a nume di candela. E’ corretto – a mio avviso – insegnare il senso di un sentimento che si fonda innanzitutto sulla conoscenza dell’”oggetto” del nostro amore; conoscenza che non prevede né struggimento, né compromessi esistenziali, né annullamento di sé o pretesa di cambiamento dell’altro.
“E’ l’amore un’arte? Allora richiede sforzo e saggezza.” (Erich Fromm)
Non è vero che in amore tutto è concesso (altrimenti il rispetto, basilare in un rapporto, diventa solo una parola fumosa), non è sano neanche credere che l’amore per un partner debba completare la nostra vita: se non ci sentiamo già completi e autosufficienti da soli, non saremo capaci di amare realmente qualcuno. Semplicemente si diventa dipendenti dalla persona “amata”, proprio come tante melanconiche storie d’amore dei libri mostrano e – paradossalmente – giustificano, spacciando la dipendenza affettiva (che è anche un disturbo di cui la psicologia si occupa) per “vero amore”.
“Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d’amare.” (Erich Fromm)
E’ evidente che, finché verrà tramandata una cultura che guarda all’amore come un’aspirazione dai connotati illusori, quasi filosofici, a tratti pessimistici, molti tra noi continueranno a non saper godere fino in fondo di un amore limpido e senza inutili complicazioni, accontentandosi di vivere affettivamente da 7 quando si potrebbe – modificando la propria concezione di amore – amare da 10.

